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  Luca Chiaraluce

- Musicista Polistrumentista - Scultore - Art Constructor -

   

 

Qui alcuni articoli, interi o stralci, che riguardano Luca Chiaraluce e che sono stati pubblicati su varie testate  giornalistiche.

 

  Rivista "PERCUSSIONI"

  Febbraio 2003

"Luca Chiaraluce, Manuale Pratico di Batteria (con CD)"Edizioni Musicali Sinfonica Jazz; distr. Carish.

"Luca Chiaraluce è un batterista/chitarrista e didatta attivo in molte scuole umbre e romane, e riveste attualmente il ruolo di direttore artistico della scuola di musica romana MUSICAEALTRO. Svolge inoltre un' attività collaterale di scultore, liutaio e costruttore di batterie artigianali. Ha già pubblicato due libri sulle basi dell' armonia jazzistica ed ora ci presenta questo progetto che vuole essere, come si evince dal titolo, un vero e proprio manuale di batteria, nel quale si affronta lo studio creativo dei rudimenti e delle loro relative applicazioni sui ritmi di base, espressi in varie forme stilistiche e sull' improvvisazione, per un totale di 206 esercizi. Si comincia con la definizione della scrittura della batteria sul pentagramma e si prosegue con alcuni consigli pratici sulla disposizione del set e, successivamente, sull' impostazione delle mani. Troviamo poi alcuni esercizi sul rullante da eseguire mediante varie figurazioni ritmiche, per poi passare ai vara tipi di rulli e continuare con l' esame dei vari paradiddle, flam, e drag, con la relativa applicazione su tutti i tamburi del set. Proseguendo, troviamo una sezione sui ritmi rock e fusion, i tempi dispari e composti, i vari fill e i ritmi latini, fino ad incontrare il jazz e la pulsazione dello swing. La chiusura è affidata all' esame degli assolo in varie strutture e ad alcuni consigli sull' impostazione e l'uso delle spazzole. Tutti i 206 esercizi, raggruppati in 20 tracce, si trovano eseguiti sul CD che accompagna il libro. Consigliato soprattutto ma chi si avvicina allo studio della batteria ed è in cerca di un vero e proprio manuale, organizzato in maniera progressiva e ben realizzato.

Roberto Baruffaldi

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 Rivista   "CHITARRE"

 Giugno 2003

"Luca Chiaraluce, Manuale di Armonia,   Improvvisazione e Linguaggio della Chitarra Jazz"     Edizioni Musicali Sinfonica Jazz; distr.Carish Euro 22,70

L'autore vuole condurre lo studente a comprendere, perfezionare e analizzare la prassi improvvisativa della musica Jazz. Il volume è corredato da tavole che spiegano le concatenazioni armoniche nel linguaggio Jazz e da schemi per una completa analisi improvvisativa. La presentazione del libro è affidata a Franco Cerri.

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Rivista Musica Jazz

Novembre 1993

".......mentre il brano scritto dalla penna del chitarrista Luca Chiaraluce, è il tema che meglio giustifica la denominazione del gruppo (Elecrtoacoustic Quartetto)lega la dimensione elettrica a quella acustica ma anche altre coppie di opposti:in primo luogo elaborazione di scrittura e senso della forma, assieme all'estro individuale e collettivo."

A.L.

 

- NEW -

Articolo di Alfredo Tenni uscito sul quotidiano “LIBERTA’” di Piacenza il 2 Aprile 2008  in occasione della manifestazione Piacenza Jazz

Luca Chiaraluce, l’artista che con il suo spettacolo multimediale “Itinerario” aprirà stasera la serata del Piacenza Jazz Fest a Le Rotative, è un individuo per cui non possiamo che nutrire un’invidia veemente. Quest’uomo, un quarantenne che ha l’entusiasmo di un bambino e un cuore da artigiano di un’Italia antica, si è infatti permesso di realizzare impunemente tutti i sogni che abbiamo nutrito nell’infanzia, quando, nella nostra sfrenata fantasia di innocenti, immaginavamo che da grandi saremmo stati capaci di fare tutti i mestieri del mondo e tutte le altre cose belle che ci fossero venute in mente: non sapevamo  ancora, ahinoi, che nella vita impariamo sul serio un mestiere solo, quando va bene.

(a capo) Chiaraluce, invece, non ha dovuto scegliere. Innanzitutto è un musicista sopraffino, che si destreggia con bravura ultraprofessionale tra gli strumenti più disparati: chitarra, contrabbasso, pianoforte e batteria (più il violoncello e una quantità imprecisata di altri cordofoni). Ma non basta: chitarre, contrabbassi, batterie eccetera, Luca se li costruisce da sé. Non solo: oltre che polistrumentista virtuoso e liutaio di se stesso, il Nostro è scultore in legno, che predilige soggetti religiosi pieni di intensità, come nelle sue drammatiche teste di Gesù. Ora Chiaraluce abita a Roma. Ma nella natìa Todi, patria di quello Jacopone che fu grande come mistico, ribelle e poeta (Chiaraluce: «Prima o poi mi piacerebbe portare le Laude di jacopone in teatro»; ecco, anche il teatro adesso), Luca ha respirato fin da piccolo il misticismo dell’Umbria francescana, e i trucchi del mestiere di papà Giovanni, scultore del legno («Papà non voleva che io facessi il suo mestiere, forse perché in provincia un artista come lui viveva molte frustrazioni – dice - Ma dopo la sua morte, nel 1991, ho sentito l’impulso di prendere in mano i suoi strumenti, di cercare le figure tra le venature del legno come faceva lui, per sentirmelo ancora vicino»).

(a capo) Finita? Macché. Luca Chiaraluce è anche un sensibile poeta. E, giudicando evidentemente che la sua vita non fosse abbastanza piena, quando ha scoperto il computer ne è rimasto folgorato («Ero euforico – spiega – ma anche concentrato, fin dall’inizio, sui nuovi compiti che sentivo psare su di me: se le nuove tecnologie offrivano tante possibilità, io “dovevo” sfruttarle»)  si è messo a creare bellissime animazioni astratte, supercolorate: arte immateriale, mobile e policroma, agli antipodi della materialità terrigna e della monocroma fissità del legno.

(a capo) Avrete capito che Luca Chiaraluce è un personaggio da documentario di Herzog, come l’Intagliatore Steiner (con la stessa sovrana indifferenza alla notorietà: non promuove i suoi bellissimi dischi, fa concerti col contagocce e non esclude «di mollare un giorno la musica per la barca a vela»).  Un po’ del suo mondo vederle stasera nel suo “Itinerario”: uno spettacolo poetico, toccante, incredibile, in cui il Nostro suona in punta di jazz quattro strumenti diversi, “duetta” con riprese filmate di se stesso, proietta le sue animazioni e recita nei panni di Terzilio, il suo buffo “alter ego” contadino. Non mancate.

P. S. Dimenticavo: a Roma, Chiaraluce gestisce una scuola di musica con la moglie Elena Mancini. Il nome della scuola? Il più adatto al personaggio: “Musica e Altro”.

Alfredo Tenni

 

“Itinerario” Live di Luca Chiaraluce alla "CasaDel Jazz" di Roma a Novembre 2006


a cura di
Antonella Canali


Polistrumentista, compositore, liutaio, scultore in legno, poeta… si rimane sconcertati nel leggere le note di presentazione alla performance di Luca Chiaraluce.
 
L’iniziale perplessità lascia subito il posto alla curiosità di vederlo all’opera e di osservare come si misura con arti così diverse, come possa coniugare l’essere jazzista, artigiano e poeta insieme. “Itinerario “ è anzitutto un concerto jazz multimediale che vede Chiaraluce alternarsi nel suonare dal vivo strumenti da lui stesso costruiti, accompagnato da proiezioni digitali che lo riproducono mentre suona strumenti diversi.
L’effetto è unico, originale, debordante. Si è come inondati dall’arte di quest’uomo, che non siede nell’Olimpo degli intoccabili dell’ ”italian  jazz“ ma che possiede, da vero outsider, quell’attributo rarissimo e prezioso che si chiama “personalità”. Personalità che si esprime attraverso la purezza di artista totale che si mette a nudo con coraggio, offrendoti senza sovrastrutture quello che ha. E quello che ha è tantissimo e spazia in forme espressive così diverse, che si stenta a concepire una performance che le possa riunire senza presunzione.
 
La cosa straordinaria che ti arriva è proprio la naturalezza dell’insieme, la forza umile del maestro artigiano che crea con abilità e pazienza strumenti musicali suonati poi con talento. Altorilievi in legno che compongono la scenografia, insieme allo scorrere di video con immagini e versi che si sovrappongono alla musica del trio, chitarra-contrabbasso – batteria. La scaletta dei brani proposti è varia e ricercata e trova ispirazione principalmente nel jazz di matrice europea e in composizioni dell’autore, originali e poetiche. Quello che ti rimane dentro dopo averlo ascoltato è una sensazione di autenticità  e di coraggio ingenuo e talentuoso insieme.
Nella nostra società sempre più protesa alla specializzazione  che quasi t’obbliga a diventare un superesperto, fa piacere vedere e ascoltare un disubbidiente, che osa invece esplorare, sperimentare, percorrere il proprio universo di emozioni attraverso questo itinerario artistico-artigianale poliedrico e poetico, semplicemente unico.

 Antonella Canali, 3 maggio 2007

 

Luca Chiaraluce – Casa del Jazz, 25 novembre 2006

 

Sabato 25 novembre alle ore 21, presso la Sala Concerti della Casa del Jazz di Viale Porta Ardeatina 55, Luca Chiaraluce ha messo in scena "Itinerario", il suo ultimo progetto discografico (doppio Dvd) e live (con proiezioni digitali). Uno strabiliante concerto multimediale e polistrumentale in totale, interagente solitudine.

 

Abbiamo risposto all’invito con grande piacere conoscendo bene la personalità eclettica e la straordinaria umanità di artista-artigiano di questo tuderte musicista, oramai da anni residente a Roma, anzi a Trevignano Romano, e direttore responsabile di una Scuola di Musica, l’Associazione Culturale Musicaealtro di Via Giulio Braida 19, tra le più all’avanguardia a Roma quanto a impeto creativo e disponibilità a mettersi al servizio della musica tout court e di chi, anche partendo da zero, ha voglia di entrare con dedizione o semplice divertimento nel fantastico mondo delle sette note.

 

Il concerto in esame è stato un vero e proprio viaggio d’amore nella sua vita, nelle sue opere e nella sua musica. Oltre a chitarrista, contrabbassista, batterista, ora è anche pianista, claviettista e violoncellista, e continua a curare con entusiasmo la sua passione per la scultura di altorilievi in legno e la costruzione di strumenti musicali (la chitarra, il contrabbasso, la batteria che suona sono sue opere). Aggiungendo a tutte queste sue attività, nel progetto in esame, anche la realizzazione di cortometraggi animati - mettendo in sequenza centinaia di disegni creati al computer -, la scrittura di testi che accompagnano i brani eseguiti dal vivo - con strumenti, alcuni registrati e mandati in onda alle sue spalle attraverso proiezioni video, altri suonati sul palco, con pari interplay - e la cura del montaggio e dell’editing dell’intero, complessivo materiale audio-video. Tutto questo completamente da solo.

 

In scaletta, anche se i brani con il violoncello alla fine non sono stati eseguiti – un vero peccato, vista l’eccezionale bellezza di un pezzo originale come “Piccola Suite fra Cielo e Terra”, dedicato dall’artista alla madre – composizioni di musicisti molto stimati da Chiaraluce quali il chitarrista/pianista brasiliano Egberto Gismonti (“Frevo”, “Loro”), il trombettista/flicornista canadese Kenny Wheeler (“Hotel Le Hot”), il pianista italiano Enrico Pieranunzi (“Je ne sais quoi”), il chitarrista gitano Bireli Lagrene (“Made in France”), il trombettista italiano Enrico Rava (“Bella”). Tutti artisti dalla personalità e dalla sensibilità “europea”. Tutti riuniti in un repertorio che è difficile da ascoltare in altri contesti e che Luca fa suo in un processo di osmosi creativo-espressiva che ha veramente pochi esempi nel mondo del jazz.

 

Non sono mancati standard evergreen quali “Round Midnight” di Thelonious Monk, “Billie’s Bounce” di Charlie Parker, “Footprints” di Wayne Shorter, “Blue in Green” e “Seven Steps To Heaven” di Miles Davis. Tutti eseguiti alla perfezione, strappati alla tradizione per rifulgere di luce propria anche nella contemporaneità. Spesso intrecciati con altri brani celebri come “Footprints”, eseguita in 12/8 con “Naima” di John Coltrane nell’intro e “All Blues” di Miles Davis nel finale, la stessa “Bella” che termina con “Bluesette” di Toots Thielemans, “Billie’s Bounce”, un blues in Bb che, a livello tematico, si alterna con “Tenor Madness” di Sonny Rollins.

 

Dopo una straordinaria, jazzata “Aria sulla IV Corda & Corale Wachet Auf” niente meno che di Johann Sebastian Bach (e vi assicuro che ascoltare i 4 e 4 fra batteria e strumento solista in un pezzo classico è un qualcosa di entusiasmante e coinvolgente), altro aspetto da lodare sono le sue eclettiche, caleidoscopiche e variegate composizioni, “Ma vie maintenant”, “Per Elena”, “Africa”, “Minimafonte”, “Viaggio Inconsueto”. In tempi di magra a livello melodico-tematico, Chiaraluce ha una penna interessante, stuzzicante e creativa.

 

Insomma, è stato un concerto che, per quanto ardito e insolito, non ha mai stancato, non è mai uscito fuori dagli schemi, anzi ha riconciliato con la musica “vera”. I passaggi da uno strumento all’altro – perché in qualche modo Luca doveva avere il tempo necessario per lasciare uno strumento e imbracciarne un altro – sono stati accuratamente gestiti, utilizzando tre mini-takes di altrettanti indimenticabili standard, provenienti dal doppio dvd di “Itinerario”. “Estate” di Bruno Martino, per il passaggio dalla chitarra al contrabbasso. “Stella by Starlight” di Victor Young, con finale “Someday My Prince Will Come” di Frank Churchill, per il transito da contrabbasso a pianoforte. “Well You Needn’t” di Thelonious Monk, con il tema della chitarra che s’intrecciava con il tema sempre monkiano di “Epistrophy” tracciato dal contrabbasso, per spostarsi dalla clavietta alla batteria.

 

Per limitare, però, il più possibile un panegirico, anche se giusto e sicuramente meritato - dopo tanti sforzi… -, noi di LiveCity preferiamo lasciare a voi affezionati visitatori l’ardua (mica tanto) sentenza sul valore artistico di Luca Chiaraluce. Concludiamo, quindi, “linkandovi” la pagina web all’interno del sito www.lucachiaraluce.com, dove potrete trovare tutte le informazioni sul progetto “Itinerario”, nonché le foto e i video dell’esibizione del 25 novembre 2006 alla Casa del Jazz. Buona navigazione su www.lucachiaraluce.com/itinerario.htm!

di  Marco Maimeri

www.Livecity.it

 

articolo completo su  http://www.livecity.it/live/archives/002208.html

 

 

Luca Chiaraluce
CONCERTO MULTIMEDIALE

Self Produced

da Italian Jazz Convention  di Giordano Selini

Il polistrumentista Luca Chiaraluce con savoir faire e freschezza d'espressione irradia il suo brioso feeling nel "Concerto multimediale". Intarsiando ad hoc i suoi ruoli di chitarrista, contrabbassista e batterista, Chiaraluce dà luogo ad un avvincente e variegato programma in jazz. Alla chitarra Chiaraluce saetta con una spigliata e rigogliosa fluidità dai pregiati risvolti in un divenire d'improvvisazione stimolante e dal cristallino innestare con brillanti e ben amalgamati spunti e dal duttile e cesellato inoltrarsi ricco di verve e slancio risolutivi, modellato in avvincenti sortite dal continuo scaturire e rampollare. Il sottile insinuarsi del fraseggiare di Chiaraluce on guitar scorre con un convincente senso discorsivo dal coinvolgente e vivido inanellare sempre aperto a nuovi sbocchi, dal miniato incunearsi ed effondersi con prestante scioltezza e prontezza in limpide e accattivanti rifiniture in movimento, dallo stillante e penetrante spaziare. Con il sound ben vellutato e pulsante del contrabbasso e con il sospingere calzante e tornito della batteria Chiaraluce stesso fornisce un substrato dinamico e ben definito al suo scendere in profondità chitarristico, dal luminoso e scattante gemmare e dal continuo svolgersi, dal ficcante dardeggiare e dal trascinante dispiegarsi in una conduzione doviziosa e perentoria.

di Giordano Selini

 

Dal Programma del locale "Big Mama" febbraio 1998  

 

Manifestazione Jazz "Metronome" 1997

 

 

 

Corriere dell'Umbria 1992

"Luca Chiaraluce, Musicista-Artigiano grazie ai suoi strumenti"      

 - Tuderte, ventisei anni, Chiaraluce è certamente figlio d'arte, un'arte appresa in maniera indiretta dal padre Giovanni (premiato nel 1980 con la "Coppa Europa" per il settore scultura e altorilievo), quasi semplicemente per avere respirato la particolare atmosfera di uno dei diversi laboratori del legno che si trovano nella città di Todi.  Non gli è stato mai insegnato come scolpire un pezzo di noce ma il puro senso artistico, quello si, che gli è stato trasmesso, nessun calcolo quindi, nessun bilancio, ma solo la voglia di esprimere un'idea di forte presenza, di immediatezza, di spietata concretezza e grande serenità che, al tempo stesso, può essere ravvisata nell'osservare la testa del Cristo che si trova all'ingresso dell'esposizione in via dei Condotti . Lungo le pareti una serie di immagini classiche di Todi; non la città delle grandi kermesse, non la città ideale, ma ricordi di suoni, sensazioni e colori di una infanzia, fuoriusciti quasi per magia, impugnando strumenti che "emanano calore", vecchi di sessanta anni, del padre. Vedere lavorare Luca Chiaraluce è facile: il lavoro fluisce in modo diretto, rapido, senza fronzoli, quasi naturalmente. Ma nella sua estrema semplicità ogni intaglio è pesato, portato scrupolosamente. Al centro della vecchia stanza dove si tiene la mostra una batteria e, appena più in là, appoggiato ad una nicchia, un contrabbasso. L'amore presente e l'amore passato fusi insieme. Lo stesso sentimento che filtra, attraverso la percussione dei tom listellati o il pizzicare di corde su una singolarissima tastiera. Luca, si sa, è un musicista (il suo ultimo brano "Olo Faust" del suo ultimo disco con  l'"Electroacoustic Quartetto" è stato accolto dalla critica con ampi favori):di quelli veri, che non suonano ma comunicano in maniera disarmante con chi li ascolta. La sua dimensione reale è il suono e la spinta ad usare il background d'artigiano di cui dispone è stata fortissima: non una semplice tentazione ma una esigenza di dare a tutto tondo, una immagine personale definitissima. Le sonorità degli strumenti di Luca sono perfette ed il loro creatore li usa tranquillamente, complimentato da affermati colleghi, sul palcoscenico dei  quali si esibisce. Come è possibile, senza avere mai provato in precedenza, costruirsi pezzi di così elevata qualità? "Mi serviva una batteria e l'ho fatta" oppure "Avevo bisogno di una basso...." e mentre sta pensando di alla realizzazione di chitarre quasi ti vuole far credere che si sia trattato di una materialissima necessità.

Paolo Giovannelli

 

 

 

Scultura, Musica e Poesia

"Sono le arti alle quali si dedica un giovane artista"

 Figlio d'arte Luca Chiaraluce, nato 27 anni fa a Todi, si dedica da un po' alla stessa professione del padre, recentemente scomparso: scultore. Luca scolpisce su tavole e su blocchi di legno di noce e il suo talento è veramente notevole tanto che, nel 1992, ha partecipato, esponendo un buon numero di opere, alle mostre dell'artigianato e dell'antiquariato di Todi nei mesi di marzo e agosto mentre, per il 1993, ha in programma esposizioni a Milano Roma, Perugia e Latina. Ma Luca, un giovane di grande sensibilità, ha anche un profondo amore per la musica: compone e non si limita a questo. Costruisce da solo strumenti musicali sui quali esegue le sue composizioni: un nuovo tipo di chitarra, contrabbassi e batterie che usa nei suoi concerti. Dice che cercando la fusione di queste varie possibilità espressive è per ora giunto a "Forme e Suoni" una esposizione dove, per ogni sua scultura ha composto un brano musicale che ha registrato da solo con i suoi strumenti in multitraccia. E per la musica ha partecipato a  "Umbria Jazz 89" al Teatro Morlacchi e ad "Umbria Jazz 90" ai giardini Carducci esibendosi poi a Roma al "Teatrotendastrisce" e al "Music Inn" nello stesso anno. Entusiasta della sua attività lavora con slancio, completando spesso sculture e brani musicali con brevi poesie. Un giovane di grande talento dunque, e di grandissime possibilità, al quale auguriamo il grande successo che merita, lieti di poter dare ai nostri lettori, al momento opportuno, tempestiva informazione dellasua mostra romana.

Franco Forza

 


 

"Il Messaggero " Agosto 1993

Musica e Poesia al Gilda on the Beach

Una singolare mostra di sculture tuttotondo, bassorilievi e strumenti musicali realizzati dal Luca Chiaraluce al Gilda on the Beach. Ventisette anni, di Todi,Luca oltre che scultore è anche musicista. E in occasione dell'inaugurazione della mostra ha suonato assieme a Giampaolo Ascolese (batteria) e Francesco Puglisi (contrabbasso) in un singolare spettacolo conclusosi con la presentazione di alcune sue poesie. "Tutto scaturisce dalla stessa ispirazione-spiega l'eclettico artista,scultura, musica e poesia sono forme attraverso le quali rappresento i vari momenti della vita".

 

 

 

"Il Tempo"

13 Agosto 1993

Arte, Musica e Poesia insieme in una serata al "Gilda on the Beach"

A Fregene Concerto-Esposizione di Luca Chiaraluce

Serata di arte, musica e poesia in un incontro-concerto-esposizione di Luca Chiaraluce, singolare figura di eclettico, organizzato da Angelo "Ciccio" Nizzo,  P.R. del Gildaon the  Beach. Luca Chiaraluce, figlio di Giovanni ottimo scultore scomparso prematuramente qualche anno fa, ha allestito uno spazio spettacolo nella piscina del Gilda on the beach. Dopo la morte del padre anche Luca Chiaraluce, all'epoca diciassettenne, ha cominciato a scolpire. Ai quattro angoli della recinzione, erano esposti i busti ed i bassorilievi in legno, che Silvano Spada ha vo9luto per il Todifestival nell'ultima settimana di agosto. In uno degli angoli è stato allestito un palco dove Chiaraluce e il suo gruppo si sono esibiti in un concerto Jazz. Gli strumenti utilizzati (una chitarra, un contrabbasso e una batteria) sono stati realizzati artigianalmente dallo stesso Chiaraluce. Hanno accompagnato Luca, che in questa occasione suonava la chitarra, il contrabbassista Francesco Puglisi e il batterista Giampaolo Ascolese. (Nella foto di Marino Presta: da destra Luca Chiaraluce, a sinistra Carmen Di Pietro e al centro Angelo Nizzo)

 


 

Rivista  "Amadeus " 1990

Gabriele Mirabassi e l' "Electroacoustic Quartetto"

...... gli sono compagni nella sua prima impresa discografica l'ottimo chitarrista Luca Chiaraluce, che ha il torto anche lui di non essere abbastanza conosciuto,

 

 

 

Corriere dell'Umbria 1992

"Il Mondo Artistico di Luca Chiaraluce"

Luca Chiaraluce continua a stupire e lo fa con sicurezza spontanea disarmante frutto del rapporto che ha con le proprie opere. Provate a farvi raccontare come nasce una chitarra in legno, una battice o un  quadro in altorilievo: ne rimarrete quantomeno colpiti. Dopo l'esposizione di qualche mese fa, Chiaraluce espone fino al 6 settembre al numero 30 di via Mazzini, presentando lavori vecchi e nuovi. La novità principale è rappresentata da otto sculture altorilievo dipinte. E' la prima volta che l'artista Tuderte impiega il colore, lo fa in modo violento e diretto, con apprezzabilissimi risultati. Del resto sappiamo anche attraverso la sua importante e sempre più interessante esperienza musicale (Chiaraluce è un Jazzista) che Luca è un istintivo, di quelli a denominazione controllata. Intaglio profondo, colori forti, forme definite e corpose, sia che si tratti di donne, Cristi, paesaggi o strumenti: di questi, per rendersi conto della sostanza che c'è dietro è sufficiente ascoltarne la sonorità. La mostra di Chiaraluce è singolarissima come il suo artefice: al di la del bell'androne potreste trovarlo impegnato a schizzare acqua con un tubo da giardino sul grezzo pavimento in cemento, semplicemente per rinfrescare l'ambiente, o lanciatissimo in una interpretazione Jazzistica al fantasmagorico contrabbasso o alla batteria costruita a piccoli listelli lignei, oppure preso dalla descrizione di una scultura; c'è qualcosa di molto vivo in tutto questo. L'esposizione è già stata visitata da diversi personaggi del mondo dello spettacolo e dell'arte; citiamo qualche nome, Dario Fo che ha lasciato sul quaderno delle visite complimenti a non finire, il regista Mario Castellacci o il fotografo Manzi. Todi e tutto il mondo dell'arte ha senza dubbio trovato un nuovo artista in continua crescita.

Paolo Giovannelli

 

 

 

Il Corriere Laziale

18 Maggio 1993"Forme, Immagini e Musica"

"Pittura, Scultura... e musica Jazzalla " Forum Interart "

.....Luca Chiaraluce ha invece sedotto con i suoi bassorilievi, con i suoi strumenti musicali costruiti con grande raffinatezza tecnica e con quegli effetti di forme e suoni così gradevolmente suggestivi. Ma Chiaraluce, amante della buona musica e compositore egli stesso, ha regalato al folto pubblico romano piacevoli momenti di musica Jazz suonando il contrabbasso insieme ad Angelo Lazzeri alla chitarra e Leonardo Ramadori alla batteria. Un trio molto bene assortito, di vera professionalità.

Nicoletta Bianchi

 

 

 

Rivista "Image" 1993

Antonucci, Arcesi, Petri e lo scultore musicista  Luca Chiaraluce alla galleria "Forum" di Roma

   ........Luca Chiuaraluce scultore, compositore, musicista, opera  in un continuum artistico di grande validità, si giova della sua cultura musicale per riversare nelle sue particolari sculture le sonorità ed i ritmi del suo bagaglio. ...........  Nel corso della mostra lo scultore musicista Luca Chiaraluce al contrabbasso, Angelo Lazzeri alla chitarra e Leonardo Ramadori alla batteria hanno promosso una "session" Jazzistica, eseguita con strumenti costruiti artigianalmente dallo stesso artista. Oltre al numeroso pubblico che ha visitato la mostra, un notevole numero di estimatori ha dimostrato grande apprezzamento per l'alto spessore qualitativo al giovane gruppo "The Wooden Jazz Trio".

L.T.Marsella

 

 

Il Messaggero  Settembre 1993

"Un buon successo

per la mostra tuderte"

Il tuderte Luca Chiaraluce è conosciuto soprattutto come eccellente musicista, avendo raggiunto ottimi successi nell'ambito Jazzistico. Basti ricordare le partecipazioni ad Umbria Jazz nel 1989 e nel 1990ed i concerti tenuti con famosi Jazzisti come Murizio Giammarco, Sandro Satta, Antonello Salis, Paolino Dalla Porta, ecc. . All'attività musicale si è poi aggiunta quella della scultura e incisione del legno, arte già praticata dal padre Giovanni, il quale con le sue opere ha contribuito con successo ad arricchire la tradizione artistica di Todi  di cui il figlio ha ereditatola scuola. Luca Chiaraluce ha sintetizzato queste sue attitudini nella mostra "Forme e Suoni" allestita in uno stand di "Artigianarte". Si tratta di una esposizione di bassorilievi in legno che dimostra una interessante  simbiosi di diverse esperienze artistiche in un unico momento espressivo. Infatti ogni sua realizzazione è accompagnata da brani poetici e pezzi musicali da lui suonati con gli strumenti sempre da lui costruiti. Nello stand infatti, oltre ai bassorilievi,sono esposti una chitarra, un contrabbasso e una batteria la cui realizzazione mostra una fattura originale ed essenziale dalla quale traspaiono uno studio e una ricerca ed una fantasia, che definirei ai confini fra artigianalità ed arte. Molti visitatori si sono soffermati ad ammirare questa singolare rassegna, riuscendo senza difficoltà a capire come musica, scultura e poesia abbiano un  denominatore comune: l'Arte.

 

 

Corriere dell'Umbria 1994

"Si inaugura oggi la personale

dello scultore Luca Chiaraluce"

 -Luca Chiaraluce, artista tudertino ventiseienne, apre questo pomeriggio,alle 17,30, una sua personale al 25 di via San Gabriele dell'Addolorata, dall'accattivante titolo "Forme e Suoni"; è la prima volta che Chiaraluce espone ad Assisi e lo fa con una mostra che sicuramente lo rappresenta a trecentosessanta gradi, come musicista e come scultore di legno. Le nuove tavole presentate avranno ognuna un brano speciale abbinato, composto ed eseguito dallo stesso artista. Si tratta di un completamento vicendevole fra la scavata fra la scavata materia lignea e le sonorità Jazzistiche: non esiste la tavola prima della musica, non esiste la musica prima della tavola. Anche l'arredo della mostra, molto essenziale, è stato pensato per esaltare la totale fusione tra il suono e le forme. Alcuni fra i nuovi lavori sono intitolati "Il silenzio delle donne", "L'insieme", "L'origine" "Ultimo giorno" "Cose in vendita", ecc.. Accanto ad essi quegli strumenti costruiti artigianalmente da Chiaraluce ed usati nei suoi concerti in giro per l'Italia: un contrabbasso, una batteria e una chitarra, divenuti ormai un eloquente biglietto da visita dell'artista tudertino e che, naturalmente, sono stati impiegati per le musiche di "Forme e Suoni". La mostra resterà aperta per tutto il mese di Dicembre.

Paolo Giovannelli

 

 

 

Rivista Musica Jazz Novembre 1999

" La nuova leva degli italiani,

personalità di domani "

.......In tal senso spicca il CD del chitarrista Luca Chiaraluce (autore anche di un metodo di chitarra Jazz pubblicato di recente). E come poteva essere altrimenti, visto che del suo trio fanno parte Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Daniel Humair alla batteria? Ispirato all'atteggiamento dialogico dei Trii di Jim Hall, Chiaraluce inserisce la chitarra in una dinamica nella quale il collettivo assume un ruolo centrale, sviluppando un gioco di relazioni che diventa il vero motore della musica. Il repertorio è in parte firmato dai tre musicisti ma presenta anche due versioni di Ultimo Tango a Parigi, un brano di Egberto Gismonti, Estate, 'Round Midnight e Waltz For Debby. .................

Maurizio Franco

 

 

 

Domani sera interessante appuntamento al John Belushi

"Ed ora la musica indiana

incontra il Jazz Progressivo"

    ........sul palco i protagonisti di questa specifica miscela che non mancherà di richiamare gran pubblico. Rashmi V.Batt (tablas e tambura), Marco Sarti (contrabbasso), Gabriele Mirabassi (clarinetto e clarone), Luca Chiaraluce (chitarre e sint guitar). Rashmi V.Batt, percussionista indiano, ha studiato con il maestro di Trilok Gurtu, per poi dedicarsi alle esperienze europee di musica occidentale. Ha suonato tra gli altri con Marcus Sthockausen, incidendo per la ECM nel 1998. Rashmi si presenterà con strumenti inusuali con la Tablas e la Tambura che riusciranno sicuramente a fondersi producendo nuove sonorità. ....................

 

 

 

Annuario d'arte moderna Italiana

"Artisti Contemporanei"1994

 "... Un tessuto di vitalità ed energia espressiva che attinge le sue fonti da una eredità artistica paterna, ma anche da una pluralità di intime sollecitazioni, di propositi, di costanti verifiche. Luca  Chiaraluce conduce il suo discorso con l'inquietudine della scoperta, anche quando scolpisce nel legno sentimenti e passioni,o compone versi e musica per farli vibrare attraverso i suoi strumenti musicali. Scultore, musicista, compositore, Luca, snoda la sua versatilità creatrice con un entusiasmo del tutto particolare. Esprime un'arte dalle molteplici esigenze, dai suggestivi linguaggi, dalle continue trasformazioni, né facili, né mai indolori. L'autentico e schietto rapporto con il reale lo accompagna nell'esplorazione degli oggetti, delle immagini, delle azioni; partecipa alla creazione nuova della materia e si fa musica, poesia consapevolezza. Le sue figure dall'acuta emozionalità, traducono,nelle forme, i momenti più importanti del cammino dell'uomo.

 

 

 

Corriere dell'Umbria

Agosto 1993

Successo per Luca Chiaraluce

... e per una volta il "Profeta" tornò in patria. Un grande successo di pubblico ha infatti ottenuto il Jazzista tudertino Luca Chiaraluce che per la prima volta si è esibito nella sua città, nella stupenda cornice di Piazza del Popolo accanto ad affermati musicisti  quali : Giampaolo Ascolese alla batteria e Francesco Puglisi al Contrabbasso.

 

 

 

Rivista Canadese   "Cadence"   Agosto 1999

.......Luca Chiaraluce  "Estemporaneo"........

Traduzione (di Andrea Esposito)

...........Claudio Cusumano e Luca Chiaraluce, secondo me, fanno musica di un ordine leggermente superiore degli altri musicisti (Philip Caterine, Charlie Hunter/Leo Parker, Fabio Zeppetella, Emanuele Basentini) fino ad ora esaminati. Tanto differente quanto lo sono loro, Cusumano e Chiaraluce partecipano a quello che è più distintivo nel miglior Jazz italiano, una ispirazione poetica e una particolare attenzione per il suono che sono caratterizzanti e valorizzanti. .........."il lavoro è più che meditato e questa è musica che garantisce ascolti ripetuti e che lascia una forte immagine persistente." Luca Chiaraluce ha un gusto simile a Cusumano per ciò che riguarda il materiale, inclusi i brani ponderati di Weeler, Barbieri, Pierannunzi e Evans ed ha riunito un trio a tre voci con Humair e Dalla Porta. Nelle Ballads come la sua "Per Elena" il suono di Chiaraluce è come un laghetto luccicante, mentre nei tempi Medium intona un distinto dialogo complesso intorno ad armonie a volte inafferrabili e qui c'è una identificazione del Trio di alto livello, dove il chitarrista, contrabbassista e batterista sono partners di uguale creatività. Nei tempi Up, Chiaraluce sembra a volte spunto dal contrabbasso e dalla batteria per focalizzare le sue linee e questo contribuisce al senso di un vero gruppo di musicisti che interagiscono nel fare musica. E' un trio che può dare la sensazione di essere sia "Impegnato" che "spazioso" allo stesso tempo e che tocca il puro Bop in "Danzare Intorno" e nella maggior parte delle sue permutazioni. Una coppia di Duetti di chitarra sovraincisa nel mezzo del programma funzionano come un isola di riposo nel procedere. Il Lirismo di Chiaraluce fa venire in mente Jim Hall, ma lui è anche chiaramente un membro della scuola Italiana che include Pierannunzi, Battaglia, Trovesi.

Stuart Broomer

 

 

 

Rivista    "Ritmo"   Luglio 1999

Luca Chiaraluce "Estemporaneo"

E' anche troppo facile la battuta sull'Animus di uno che si     chiama Chiaraluce, e oltre tutto non si limita a suonare la chitarra, ma, da appassionato artigiano costruisce strumenti a corda e batterie, ed è perfino scultore. Tutto ciò è indicativo non solo di passione  ma anche di un imprescindibile ordine mentale, tant'é che nel 1997 egli ha pubblicato per le Edizioni Sinfonica Jazz (Carisch) il suo primo libro "Manuale di Armonia Improvvisazione e Linguaggio della Chiatarra Jazz". ........... Questo Trio, che comprende anche il formidabile nome di Daniel Humair alla batteria e Paolino dalla Porta al contrabbasso, rivela una felicissima fusione, propiziatrice di un sound che convince tutti, sia noi poveri ignoranti e retrogradi a detta di "qualcuno",  sia i grandi maestri della critica. Anche la scelta delle composizioni è di assoluto buon gusto, iniziando da Ultimo Tango a Parigi che essendo stata scritta da Gato Barbieri in un momento particolare, suo e di tutti gli autori di quel film, ha un valore anche storico, ed è eseguita due volte, fino ai titoli dello stesso Chiaraluce e dei suoi collaboratori. Tutti e tre hanno firmato il bellissimo Like J.A.T.P che risuscita l'atmosfera nervosa e febbrile della formazione di Norman Granz, preceduta da un eccitante introduzione di basso. Gli stessi hanno firmato anche Fluttuazioni, diversamente inquietanti: nella prima sembra galleggiare sul ruscello la spoglia di Ofelia, poi inviolata dalla corrente, nella seconda il basso e la batteria creano un acquitrino stagnante, dove la chitarra di Chiaraluce disegna fremiti misteriosi. Non mancano nemmeno i titoli più classici di K. Wheeler, Bruno Martino, e T. Monk, e il Waltz for Debbie di Bill Evans, dove il tema gentilmente proposto si sviluppa poi con Chiaraluce in un fraseggio corposo. Ultima notazione: non ingannatevi su certi abbandoni contemplativi di Chiaraluce, ne sull'ammirevole discrezione di Humair, perché sotto sotto c'è una grinta Jazzistica tremenda.

Lui.G.

 

 

 

"Momento Sera"  Febbraio 1996

L'International Music Institute e "Arte del Jazz"

Nel panorama Jazzistico e didattico romano ha preso il via la nuova scuola di musica specializzata nel settore moderno che si chiama "L'Arte del Jazz" ed è una emanazione dell' "International Music Institute". Abbiamo contattato il Direttore Artistico, maestro Luca Chiaraluce, che si è fatto intervistare:Ci può dire come è strutturata la Scuola? "Sono previste lezioni individuali di tutti gli strumenti: chitarra (acustica ed elettrica), pianoforte e tastiere, contrabbasso e basso elettrico, batteria, percussioni, sax, tromba, trombone, clarinetto e perfino il vibrafono. Ci sono poi lezioni collettive che prevedono armonia e composizione, teoria e tecnica dell'improvvisazione, ascolto ed analisi delle forme. Abbiamo inoltre un corso quindicinale di "Storia del Jazz" tenuto dal prof. Antonio Lanza che cura il settore Jazz sulla Enciclopedia "Treccani". Ovviamente l'ora di strumento individuale è correlata da un ora di "laboratorio di musica d'insieme" nella quale si suona con altri allievi mettendo in pratica le nozioni acquisite. Questo favorisce la nascita di gruppi musicali che potranno poi suonare anche all'esterno della scuola". Come è arrivato a dirigere questa scuola? " E' stato in seguito alla conoscenza del Direttore Generale dell' I M I  (International Music Institute), il prof. Fulvio Rusticucci e il suo collaboratore Prof. Donato Di Donato, entrambi interessati al mio curriculum didattico-artistico. Ho insegnato per molti anni in tutte le suole di Jazz dell'Umbria, visto che sono nato a Todi, ma l'anno scorso ho deciso di trasferirmi a Roma per le molteplici possibilità creative che offre questa città. Qui è iniziato un solido e produttivo rapporto con l'  I M I ". Come è il tuo rapporto con l'insegnamento?  " Mi piace molto e penso che insegnando si impara  perché si è costantemente di fronte ai propri limiti e poi amo soprattutto il contatto con la gente il costruire insieme agli altri". Quali sono state principalmente le sue esperienze in ambito musicale? " Premetto che principalmente sono un chitarrista e suono musica Jazz ( in realtà Luca suona benissimo anche il contrabbasso e la batteria). Nel 1988 ho vinto un concorso bandito dal locale romano Music Inn, in seguito ho suonato ad Umbria Jazz nel 1989 e nel 1990. Sempre nel '90 ho inciso il mio primo CD  suonando con Gabriele Mirabassi, Paolino Dalla Porta e Massimo Manzi, recensito dalle riviste musicali "Amadeus" e "Musica Jazz", tuttora disponibile nel catalogo Nannucci. Dal 1991 ad oggi oltre al concerto al "Teatro Tenda a Strisce"  di Roma ho suonato in molti Jazz Club italiani con musicisti  di affermata valenza, tra cui Maurizio Giammarco, Antonello Salis, Ramberto Ciammarughi, Giampaolo Ascolese, Massimo Moriconi, Sandro Satta, Roberto Rossi ecc.. Nel 1993 ho partecipato ad un concorso nazionale trasmesso in diretta dalla Rai tenutosi a Monteroduni, per i migliori chitarristi emergenti Italiani di Jazz sotto ai trenta anni e mi sono classificato al Secondo posto.  Nell'occasione la giuria era presieduta dal mitico chitarrista Franco Cerri.  E' vero che lei costruisce Strumenti Musicali? " Si in particolare batterie artigianali in legni pregiati quali acero, palissandro, legni esotici, ecc. Ma anche chitarre e contrabbassi di alta qualità e dall'estetica originalissima. Mio padre era scultore e mi ha trasmesso un amore profondo per il legno, lo stesso amore che oggi mi spinge alla ricerca di una unione tra l'artigianato e la musica. I miei strumenti sono in esposizione presso la sede della scuola". Nella Scuola si può studiare anche Musica Classica? " Certamente. Quella del Jazz -che dirigo personalmente- non è che una delle sezioni di cui è composta la scuola, c'è un'altra sezione diretta dal Maestro Di Donato che si occupa appunto di musica classica ed anche in essa è possibile studiare qualsiasi strumento: dal Pianoforte al Violino, dal Violoncello alla Chitarra, dal Flauto Traverso al Clarinetto, dal canto Lirico all'Arpa ed alla Fisarmonica. Se vi piace cantare, c'è anche un coro polifonico che prova tutti i Lunedì sera".

F.V.

 

 

 

Una Mostra di Luca Chiaraluce ad Assisi

Musicista, Scultore o Poeta ?

di Massimo Mattioli

 

-Cose in vendita-

Si può comprare e si può vendere quello che non è nostro,culture, pensieri vite, origini. Chissà, tutto compreso, quanto di quello che noi pensiamo di possedere ci appartiene veramente e in che misura?

Luca Chiaraluce

 

Questi versi scritti da Luca Chiaraluce contribuiscono a comprendere la sua personalità ed il suo approccio alla vita, fatto di esuberanza, di indipendenza, ma anche di impegno e di concretezza. Del resto il suo carattere sempre teso alla ricerca, all'esperienza, alla novità, difficilmente si adatta ai limiti imposti dalla parola. A ventisei anni Chiaraluce si trova ad aver sperimentato molti ambiti creativi. Senza dubbio la sua attività principale rimane quella di musicista, dove egli,  autodidatta, si è specializzato nel Jazz, raggiungendo livelli altissimi. Basterà qui ricordare  le partecipazioni ad Umbria Jazz nel 1989 e nel 1990, ed i concerti tenuti con famosi Jazzisti, Maurizio Giammarco, Sandro Satta, Antonello Salis, Paolino Dalla Porta. Nel 1990 ha inciso un disco recensito dalla rivista specializzata "Amadeus", che ha ottenuto successo ed approvazione unanime presso la critica. L'eccellenza raggiunta in campo musicale non ha impedito tuttavia a Luca Chiaraluce di approfondire un'altra attività, quella della scultura e della incisione del legno, già praticata con successo dal padre Giovanni. Ed in questo nuovo impegno si è manifestato un aspetto molto importante della sua personalità, la tudertinità, il forte legame con la sua città, che lo ha portato ad inserirsi nella tradizione artigiana più radicata, alla ricerca del contatto anche fisico con la materia, il legno. Lo scorso anno, l'improvvisa scomparsa del padre lo ha convinto ad approfondire  la sua ricerca in questo senso, per una sorta di omaggio e di ideale dialogo con il genitore. La genialità di Chiaraluce ha trovato un ulteriore approdo con una mostra tenutasi nel periodo di natale ad Assisi, "Forme e Suoni", nella quale egli ha sublimato le sue esperienze alla ricerca di quella che è stata la chimera di generazioni di artisti, l'unione delle diverse arti in un solo momento espressivo; si pensi, facendo le dovute proporzioni, alle esperienze barocche con Bernini, pittore, scultore ed architetto, o alle più moderne esperienze del razionalismo Bauhaus. Nell'allestimento proposto ad assisi Chiaraluce ha presentato dei rilievi in legno, con uno stile affine a certo simbolismo e naturalismo, per ognuno dei quali ha composto e suonato con strumenti di sua costruzione (Batteria, Contrabbasso e Chitarra) un brano musicale diffuso in sala, armonizzando felicemente Forme e Suoni con un opportuno giuoco di luci. Ad accompagnare ed illustrare gli elementi venutisi a creare, -estrema sorpresa-, Chiaraluce ha poi composto dei brani poetici, manifestando profondità di contenuti e padronanza di linguaggio.