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  Luca Chiaraluce

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   - Biografia del retro copertina

      a cura di Elena Mancini

 

Luca Chiaraluce nasce a Todi (PG) il 5 Maggio1966, nella veste di chitarrista ha suonato: ad Umbria Jazz nell’89 e nel ’90 con Gabriele Mirabassi e Antonello Salis, sempre nel  ‘90 al “Teatro tenda a strisce”  di Roma con l’”Electroacoustic Quartetto” con il quale incide il suo primo CD omonimo, con Roberto Gatto e Rita Marcotulli al Jazz festival “Metronome”, in altre occasioni con Ramberto Ciammarughi, Maurizio Giammarco, Manhu Roche, Giampaolo Ascolese, ecc.; nel ’97 in trio al “Big Mama” di Roma con Paolino Dalla Porta e lo storico batterista francese Daniel Humair con il quale incide “Estemporaneo” uno dei suoi CD più importanti. Nel 2001 nella veste di batterista incide con Javier Girotto il CD “Piccola Luce”.

Ha pubblicato tre manuali didattici editi dalla “Sinfonica Jazz” di Milano e distribuiti da “Carisch”: “Manuale di armonia improvvisazione e linguaggio della chitarra Jazz”, “Approccio analitico alle strutture del jazz” e “Manuale pratico di batteria”. Ha esposto i suoi altorilievi in legno ed i suoi strumenti artigianali nelle gallerie “Ars Italica” di Milano a Piazza del Duomo e “Forum Interart” di Roma ai Fori Imperiali, dal 1994 è presente nel “Catalogo di Arte Moderna Italiana”.

Nel ’99 fonda a Roma l’Associazione Culturale “Musicaealtro”, principalmente una scuola di musica aperta però anche ad altre discipline come la pittura, la scultura, la poesia ecc. Ormai da vari anni Luca dedica il suo tempo alla didattica, alla scultura e ai suoi “Concerti multimediali” in veste di polistrumentista, progetti estremamente originali come “Itinerario” che lo vedono impegnato da solo in una forma espressiva a tutto tondo, in performance nelle quali, è proprio il caso di dire, porta in scena musiche, sculture, strumenti artigianali, proiezioni di cortometraggi e testi scritti. Il tutto seguendo un percorso, affascinante ed equilibrato, che trasporta lo spettatore in un luogo onirico da Luca sapientemente costruito, mirando alla fioritura di un sogno che affonda le radici nella fertile terra dell’infanzia, dalla quale ancora oggi succhia il nettare che nutre la sua maturità, così espressiva, così fresca e dinamica.

 

                                                                    Elena Mancini