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- Critica sui Testi
a cura di Alessandro De Santis
Residenze nell’aria
I testi di Luca
Chiaraluce attraverso la loro traccia sonante di parole, vanno a formare
blocchi di senso bastanti ed al tempo stesso disegnano traiettorie di
più ampie fughe e tempi di risvelata fisicità: <<Nell’origine / moti
/ futuribili / La sfera / una luna di fuoco / increspato orizzonte /
All’imbrunire / echi simulacri / guidano i passi>>,<<Ancora di più / il
sorriso che può / è negli occhi / motivato / Antipodi uniti / da due
forme di arco flesso / è il mio corpo teso / a tagliare il futuro >>.
Un itinerario
integrale, un pasto policromo, un muoversi che danza su di noi
simile ad un sonno, da un capo all’altro di vite segrete, pensate; una
impressione veridicamente pittorica di un passato che esige davanti a sé
infiniti fili: <<I pensieri / si adagiano nell’ignoto / come i colori
che oltrepassano / l’ultimo abbraccio di ciglia / Un susseguirsi di
grassi attimi / o magre sviste / a pupille occultate... / opzioni di
vita / Scompare poi / sopraffatto / da schiuse sonore / di umidi orli…/
raccolgo frantumi>>.
E come in certe
liriche di Neruda trasluce una pena illimitata, una malinconia che si
dilata a cerchi concentrici, che parte dall’uomo ed invade ogni oggetto:
<<Finestra al tramonto / aliti filtrati di luce rossa / si adagiano /
su oggetti inanimati…/ ed io con loro>>,<<Il corpo una serra / caldo e
umido emana / il viso sbattuto di luce / vira a cercare quiete / Il
sogno intrigato / dalla materia / a tratti si ritrae, / inediti gli
scorci>>.
I testi solfeggiano
sostenuti da una vena lirica sempre lieve, che emana compiutamente dai
versi di chiusura, profumati dei pollini di un ottimismo fedele.
Sono versi per
tutti e per nessuno.
E costringono
l’anima a distendersi.
Alessandro De Santis
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