Luca Chiaraluce

Polistrumentista - Scultore - Didatta - Art Constructor

 

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" Residenze nell’aria "

a cura di  Alessandro De Santis

I testi di Luca Chiaraluce attraverso la loro traccia sonante di parole, vanno a formare blocchi di senso bastanti ed al tempo stesso disegnano traiettorie di più ampie fughe e tempi di risvelata fisicità: <<Nell’origine / moti / futuribili / La sfera / una luna di fuoco / increspato orizzonte / All’imbrunire / echi simulacri / guidano i passi>>,<<Ancora di più / il sorriso che può / è negli occhi / motivato / Antipodi uniti  / da due forme di arco flesso / è il mio corpo teso / a tagliare il futuro >>.

 

Un itinerario integrale, un pasto policromo, un muoversi che danza su di noi simile ad un sonno, da un capo all’altro di vite segrete, pensate; una impressione veridicamente pittorica di un passato che esige davanti a sé infiniti fili: <<I pensieri / si adagiano nell’ignoto / come i colori che oltrepassano / l’ultimo abbraccio di ciglia / Un susseguirsi di grassi attimi / o magre sviste / a pupille occultate... / opzioni di vita / Scompare poi / sopraffatto / da schiuse sonore / di umidi orli…/ raccolgo frantumi>>.

 

E come in certe liriche di Neruda trasluce una pena illimitata, una malinconia che si dilata a cerchi concentrici, che parte dall’uomo ed invade ogni oggetto: <<Finestra al tramonto / aliti filtrati di luce rossa / si adagiano / su oggetti inanimati…/ ed io con loro>>,<<Il corpo una serra / caldo e umido emana / il viso sbattuto di luce / vira a cercare quiete / Il sogno intrigato / dalla materia / a tratti si ritrae, / inediti gli scorci>>.   

 

I testi solfeggiano sostenuti da una vena lirica sempre lieve, che emana compiutamente dai versi di chiusura, profumati dei pollini di un ottimismo fedele.

Sono versi per tutti e per nessuno.

E costringono l’anima a distendersi.

 

         Alessandro De Santis

 

 

Testi di  Luca Chiaraluce  presenti in  "ITINERARIO"

 

Strazi d'abbandono

e dolcezze di memoria,

inchiostri sulla pelle

 

Di miserie

la ricchezza

di limiti

l'amore

 

Finestra al tramonto,

aliti filtrati di luce rossa

si adagiano

su oggetti inanimati...

ed io con loro

 

La luna chiromante

un globo di latte,

risposte decantate

sulla brezza del lusco

 

La luce bianca demarca

le ombre del viso,

dagli occhi

si staglia il riflesso

 

Pensieri vergini

come polline sparso,

rifiorisco innocente

in una nuova stagione

 

...........

 

Luce riflessa

respiri,

scandite poliritmie oniriche

 

S o s p e s e

reminiscenze materiche

in metamorfosi,

genesi

di Pegaso scalpitanti

 

Piano cala

come unguento

lo sguardo

sulle pieghe in penombra

inatteso stupore

 

Luna mutante

striscia ricurva,

occhi tracciano

a mente nel buio

il mancante semicerchio,

desiderio sferico

 

Consueta evidenza

rimossa dal delirio,

le ansie in requie

cinetiche le dinamiche

 

Luce notturna

riflesso rasente

di vita recondita

parallele oscillazioni

 

Carezza materna

di esaltate virtù

e celate debolezze

 

Bagliori criptati

di inganno ai rapaci

difendono

il centro

dalle derive

dell'incoscienza

 

............

 

Tratti d'istinto

su tela bianca

i ritmi

sovrapposte congetture

 

Dalle percosse vie

dell'essere

un distillato

d'impulso

 

Vibrazioni arcaiche

ritrovate movenze

 

Nell'origine

moti

futuribili

 

La sfera

una luna di fuoco

increspato orizzonte

 

All'imbrunire

echi simulacri

guidano i passi

 

...........

 

Ogni prima volta l'ultima,

morsi, lacerazioni, fughe

e fra i denti aguzzi

come brandelli agonizzanti

le altrui illusioni

 

Sotto ali anonime

il noto calore ritempra,

un attimo effimero

ed è già

solitudine

 

Rovine e rumori,

esistenze corrotte,

invano il pensiero

ha tracciato linee

di congiunzione

 

Poi nella danza frenetica

ho incontrato il tuo silenzio,

pieno di tutto,

esausto e sorpreso

mi sono seduto

ad ascoltare

 

...........

 

L'attimo

di coscienza

un itinerario

s e n z a

demarcazione,

quarta dimensione

 

Viaggio inconsueto

guardare da un punto

e vedere da un altro

 

Antitesi assenti,

fluida

sferica

contemplazione

 

Uomo,

parallelismo

di assoluto

e parziale

 

Nel lampo l'estasi

nel tuono l'assenza

 

Raro vedere

dietro alle palpebre chiuse

l'onirico desiderio

 

L'origine

un punto

di ritorno

 

Umani tracciati

in superficie

s'intersecano,

parallelo

il profondo

 

Nulla di più

di quanto

già non sia

 

Ed è

F E S T A

 

Come luce

che sbatte sul grano

è il ricordo

dei tuoi abbracci

 

Nel lusco poi

un velo lunare

r i m b a l z a

trapassando l'iride

 

Intimità

a tratti umbratile

poi d'un tratto

V I A

verso voli pindarici

 

Quante volte

anche io

avrei con te

V O L U T O

 

( a mio Padre Giovanni )

 

..........

 

Intimità d'infanzia,

stanze, oggetti,

scorse all'orizzonte,

involucro di ante materne

 

Segreti immacolati

al di qua di una soglia

invalicabile ai mediocri,

solitudine ed estasi

 

Il corpo una serra

caldo e umido emana

il viso sbattuto di luce

vira a cercare quiete

 

Il sogno intrigato

dalla materia

a tratti si ritrae,

inediti gli scorci

 

Reminiscenze,

un viale alberato,

le voci di allora oggi carezze,

in quei giorni tutti i giorni

in quei volti la matrice

 

Effluvi di lavanda

e sguardi ritratti,

il cuore un verziere

a nitide tinte

 

Muschio, terra umida,

stagioni, acqua, vento,

fuoco e te vicino,

solo questo comprendo

 

..........

 

Volo solitario,

deriva che cela

inusuali scorci

 

A strati si colma la sera

di sguardi mai sazi,

improvvisa una barca

dalla riga del molo

 

Mutamenti violenti

e di noi

eterni battiti di palpebra

un pulviscolo

 

Ancora di più

il sorriso che può

è negli occhi

motivato

 

Mani animali

carezzano titubanti

il velluto di volti sconosciuti

di linee non ritratte

 

Antipodi uniti

da due forme di arco flesso

è il mio corpo teso

a tagliare il futuro

 

Nella luce riflessa

si placa

l'affanno dell'inconscio

è una vita segreta

quella nascosta

nel flettere delle mie ali

 

.........

 

Dei rumori

una trama

è musica

celata

 

Nel legno

le forme

vite segrete

 

Noi vascelli

su melme straniere,

di sovrastrutture

le bussole

 

Nozioni inapplicate

miraggio di conoscenza,

i maestri

muti roboanti

e ciechi "osservanti"

 

Da detriti opprimenti

sommersa è l'essenza,

"arcaica percezione

 dell'essere"

 

Di Lei è la lama

che squarcia

all'istante

l'oscuro manto

 

Note su tracce a ritmo

fuggite al baccano

gocciolano

rotolano

e si adagiano sul grembo

del materno silenzio

 

D' "improvviso"

l'effimero del reale

confuso

dalla solida consistenza

del sogno

 

........

 

"Opposti"

 marcati divari

 compromessi

 di cenere grigi

 

Unione

d i s t a c c o

il dubbio una genesi,

nuove fogge

il pensiero

 

Controversie

fra niveo e corvino,

intanto di realtà

privo è l'occhio

 

Lontano dal "dilemma"

di osservazione

in contemplazione,

risposte evidenti

in assenza di domanda

 

.........

 

Nel "Profondo"

di "fondo" assente

elusa è la vanità

di afferrare essenze

eternamente fluttuanti

 

Punto cosmico

dolcissimo respiro

all'odore di terra

 

........

 

Lacunoso d'"amore" e vergogna

è il vissuto,

smania  d'accesso

all'ignoto abbandono

 

Noi in assenza, sentenza,

negati si osserva il privilegio,

lampioni di strada

 

Sporgenze e anfratti

predestinati all'aderenza,

i fuggitivi liberi

in un mare limpido

 

L' orgoglio differente

la tua "uguaglianza",

coscienza di te

il mio essere

 

Staticità compromessa

da mutamenti prospettici

oasi

 

Trasfigurato

in vivo delirio

l'attimo che in ogni cosa

scorre

 

In te mio scampolo

di attimi è pieno il bulbo

giorni di nuove linfe

 

Tuffàti in una

amniotica realtà

ricominciamo

da zero,

ogni cosa così com'è...

nuovamente bambini

 

.........

 

Slegati passi

muti tracciati

i tuoi dai miei

biforcazione

 

Perduto il luogo

del ritmato respiro

ora in te solo memoria

il tuo sonno tale non era

in assenza del mio bisbiglio

 

Non un'orma

invisibile graffio

refrigerio la mente

al ricordo

 

Oggi come ieri

occhi fissi all'imbrunire

tempi di-amanti

in nuove vendemmie

 

Dalle linee curve

delle labbra

raccoglievo miele,

dolce sapore

rimasto in bocca

l'indomani

 

Eterni attimi

all'alba delle coscienze,

poi fuggiaschi

voltate le ali

tornammo solo col pensiero

 

Domani

almeno un giorno

di allora...

 

( ricordo di Tiziana )

 

.........

 

Radice che succhia

elabora e dispensa,

pietra angolare

scartata dai costruttori

 

Alchimia ermetica

plasma la materia

pungolando lo spirito

 

D'interno l'esterno,

sui curvi margini

fluido

è lo slancio al volo

 

Jazz: ironia di un

linguaggio "in"comprensibile

lkjwqefgvpjnqpiuerjejgireòjerjghblergljerglkj

qergjkqekjwreògjnòergnergòjnqergnqeroqero...

... e lontano dall'inganno

    luce fiera la mente ...

 

Gestualità di un animale

in cerca dell'antico rifugio

dove riposti sono i ricordi

di una ancestrale verità

 

.........

 

Sei sartie tese

fra materia

e spirito

 

Trauma vitale

Migrazione

 

Fucina emozionale

istinto onirico

 

Sensualità

e brivido

di una terra

di mezzo

 

Coscienza

d'essenza

come ebbrezza

d'assenzio

 

Solchi ironici

e metafisici sguardi

 

Un lampo

nell'ignoto

 

Sei misure

d'intero

fra margini

di vita terrena

 

........

 

Quattro ali

e una sola danza

di intimi fruscii

 

Poi più nulla

vuoto orizzonte

 

Nella tua

a s s e n z a

il mio volo eremita

traccia comunque

rotte istintive multiformi

 

Ma a palpebre chiuse

di me e di me solo

è il suono del respiro

che precede

l'abbandono notturno

 

s o l i t u d i n e

 

Poi improvvisamente

di nuovo fruscii

sguardi virate complicità

odori carezze sogni baci

dolcezze violenze segreti desideri

attese fughe sospiri paure vergogne

          passioni fantasie bugie verità tensioni voglie.......

 

( a mia Madre Maria )

 

.........

 

Stanze di strade

di foglie i tetti

impulso gitano

 

Nel differire

il tesoro dell'indole

 

Tinteggiature

concubine

fino al bianco di luce

 

3/4, meridiano parallelo

all'alba africana

d'oltreoceano

 

........

 

I pensieri

si adagiano nell'ignoto

come i colori che oltrepassano

l'ultimo abbraccio di ciglia

 

Il tempo scorrevole

un'umana frazione,

il tempo statico

l'arcano intero

 

Un susseguirsi di grassi attimi

o magre sviste

a pupille occultate...

opzioni di vita

 

Sospesi e silenti

rotoliamo

illuminati di bianco

contemplando l'assenza

 

........

 

Gelida scorza,

la chioma

incolto giardino

 

"Ieri" nella bruma

 l'astro un disco acceso

 bocche rosse

 superflui i lessici

 

Aliti visibili sbuffi

occhi agli occhi una retta,

due tratti di paltò

fra nuvole basse di collina

 

...fragranti...

...patiti...gustosi...

....madidi...caldi...bradi...

....curiosi...limpidi...ladri...vivi...legati..........

 

 

Falce lucente

il complice sorriso

appoggiato

alla linea del mio petto

miete il passato

 

Scompare poi

sopraffatto

da schiuse sonore

di umidi orli . . .

raccolgo frantumi

 

"Oggi" sogni e risvegli

 passi sui passi

 sovrapposti disegni

 dispari tracciati che a ritmo

 in un unico punto riposano

 

........

 

Sette passi

d'invalicabile

varcato

 

Arcana velina

il divenire dell'umano respiro,

sacre radici

cercano in cielo

l'abisso del cuore

 

Di lato seduto

osservo...

aspettando la sera

 

.........

 

Danza di cardini mutati

indefinibile fulcro

 

Uniti punti

ieri impossibili,

mani linee curve

 

"Certezze" all'angolo

 opposto respiro

 

Svincolata

levitazione

 

Movimento archeologo

nel gesto di oggi

fotogrammi d'infanzia

 

.........

 

La coscienza

un tonfo che incrina

l'umana scorza

dell' "IO"

 

Tutto nel tutto

il frenetico fuoco

lentamente torna

quiete universale

 

Vita anfibia

che scaglia la fisicità

a colpire lo spirito,

il frutto

un senso di eterno

 

..........

 

Vita,

eco di luce

adagiata

al crinale

di ogni volto

 

"Verità" provvisorie

 come mosto in vino

 attesa d'evoluzione

 

Estate della mente

l'approdo

muti vocaboli consolatori

perduti nel trascorso

 

Volgendo il viso

è tramonto,

intuizione

e conferma

 

Estasi immobile

nell'ignoto svelato,

mutati orizzonti

 

Nel quarto di tempo "centrale",

di un intero

fra consecutivi interi,

di rondini e cicale

più dolce è il suono

 

Non più la solitudine

matrice d'eroismo

ma il calore nascosto

delle altrui esistenze

 

Lume perpendicolare

profugo il pensiero si scosta

dai consueti anfratti,

incogniti itinerari

 

..........

 

Nel recondito dell'intero

vive celata

la sua origine

 

Fonte minima

 sintesi

"principio" d'esistenza

 

Bagliore mai scorso,

operosi uomini bui

rassettano sovrastrutture

 

Tutto già com'è

prima che fossimo,

oggi ancora tolleranza

per l'ignoranza dei "giusti"

 

Illusi di "Essere"

se manipoliamo

"Siamo" nella misura

in cui "osserviamo"

 

Attraversati da aliti

di nuove co-scienze

specchi alla luce che sale

dietro la collina

 

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La parte più tersa di noi

vola alta nel silenzio

di valli sconfinate

mentre attaccati al terreno

soffochiamo in spazi angusti

qui ora c'è aria e luce

serenità e distanza