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Tutti i testi di "Itinerario"
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tutti i TESTI scritti da Luca Chiaraluce
presenti in "ITINERARIO"
(i
testi sono tutti Depositati e coperti da Diritti d'Autore)
.............
Strazi d'abbandono
e dolcezze di memoria,
inchiostri sulla pelle
Di miserie
la ricchezza
di limiti
l'amore
Finestra al tramonto,
aliti filtrati di luce rossa
si adagiano
su oggetti inanimati...
ed io con loro
La luna chiromante
un globo di latte,
risposte decantate
sulla brezza del lusco
La luce bianca demarca
le ombre del viso,
dagli occhi
si staglia il riflesso
Pensieri vergini
come polline sparso,
rifiorisco innocente
in una nuova stagione
...........
Luce riflessa
respiri,
scandite poliritmie oniriche
S o s p e s e
reminiscenze materiche
in metamorfosi,
genesi
di Pegaso scalpitanti
Piano cala
come unguento
lo sguardo
sulle pieghe in penombra
inatteso stupore
Luna mutante
striscia
ricurva,
occhi tracciano
a mente nel buio
il mancante semicerchio,
desiderio sferico
Consueta evidenza
rimossa dal delirio,
le ansie in requie
cinetiche le dinamiche
Luce notturna
riflesso rasente
di vita recondita
parallele oscillazioni
Carezza materna
di esaltate virtù
e celate debolezze
Bagliori criptati
di inganno ai rapaci
difendono
il centro
dalle derive
dell'incoscienza
............
Tratti d'istinto
su tela bianca
i ritmi
sovrapposte congetture
Dalle percosse vie
dell'essere
un distillato
d'impulso
Vibrazioni arcaiche
ritrovate movenze
Nell'origine
moti
futuribili
La sfera
una luna di fuoco
increspato orizzonte
All'imbrunire
echi simulacri
guidano i passi
...........
Ogni prima volta l'ultima,
morsi, lacerazioni, fughe
e fra i denti aguzzi
come brandelli agonizzanti
le altrui illusioni
Sotto ali anonime
il noto calore ritempra,
un attimo effimero
ed è già
solitudine
Rovine e rumori,
esistenze corrotte,
invano il pensiero
ha tracciato linee
di congiunzione
Poi nella danza frenetica
ho incontrato il tuo silenzio,
pieno di tutto,
esausto e sorpreso
mi sono seduto
ad ascoltare
...........
L'attimo
di coscienza
un itinerario
s e n z a
demarcazione,
quarta dimensione
Viaggio inconsueto
guardare da un punto
e vedere da un altro
Antitesi assenti,
fluida
sferica
contemplazione
Uomo,
parallelismo
di assoluto
e parziale
Nel lampo l'estasi
nel tuono l'assenza
Raro vedere
dietro alle palpebre chiuse
l'onirico desiderio
L'origine
un punto
di ritorno
Umani tracciati
in superficie
s'intersecano,
parallelo
il profondo
Nulla di più
di quanto
già non sia
Ed è
F E S T A
Come luce
che sbatte sul grano
è il ricordo
dei tuoi abbracci
Nel lusco poi
un velo lunare
r i m b a l z a
trapassando l'iride
Intimità
a tratti umbratile
poi d'un tratto
V I A
verso voli pindarici
Quante volte
anche io
avrei con te
V O L U T O
( a mio Padre
Giovanni )
..........
Intimità d'infanzia,
stanze, oggetti,
scorse all'orizzonte,
involucro di ante materne
Segreti immacolati
al di qua di una soglia
invalicabile ai mediocri,
solitudine ed estasi
Il corpo una serra
caldo e umido emana
il viso sbattuto di luce
vira a cercare quiete
Il sogno intrigato
dalla materia
a tratti si ritrae,
inediti gli scorci
Reminiscenze,
un viale alberato,
le voci di allora oggi carezze,
in quei giorni tutti i giorni
in quei volti la matrice
Effluvi di lavanda
e sguardi ritratti,
il cuore un verziere
a nitide tinte
Muschio, terra umida,
stagioni, acqua, vento,
fuoco e te vicino,
solo questo comprendo
..........
Volo solitario,
deriva che cela
inusuali scorci
A strati si colma la sera
di sguardi mai sazi,
improvvisa una barca
dalla riga del molo
Mutamenti violenti
e di noi
eterni battiti di palpebra
un pulviscolo
Ancora di più
il sorriso che può
è negli occhi
motivato
Mani animali
carezzano titubanti
il velluto di volti sconosciuti
di linee non ritratte
Antipodi uniti
da due forme di arco flesso
è il mio corpo teso
a tagliare il futuro
Nella luce riflessa
si placa
l'affanno dell'inconscio
è una vita segreta
quella nascosta
nel flettere delle mie ali
.........
Dei rumori
una trama
è musica
celata
Nel legno
le forme
vite segrete
Noi vascelli
su melme straniere,
di sovrastrutture
le bussole
Nozioni inapplicate
miraggio
di conoscenza,
i maestri
muti
roboanti
e ciechi "osservanti"
Da detriti opprimenti
sommersa è l'essenza,
"arcaica percezione
dell'essere"
Di Lei è la lama
che squarcia
all'istante
l'oscuro manto
Note su tracce a ritmo
fuggite al baccano
gocciolano
rotolano
e si adagiano sul grembo
del materno silenzio
D'
"improvviso"
l'effimero del reale
confuso
dalla solida consistenza
del sogno
........
"Opposti"
marcati divari
compromessi
di cenere grigi
Unione
d i s t a c c o
il dubbio una genesi,
nuove fogge
il pensiero
Controversie
fra niveo e corvino,
intanto di realtà
privo è l'occhio
Lontano dal "dilemma"
di osservazione
in contemplazione,
risposte evidenti
in assenza di domanda
.........
Nel "Profondo"
di "fondo" assente
elusa è la vanità
di afferrare essenze
eternamente fluttuanti
Punto cosmico
dolcissimo respiro
all'odore di terra
........
Lacunoso d'"amore" e vergogna
è il vissuto,
smania d'accesso
all'ignoto abbandono
Noi in assenza, sentenza,
negati si osserva il privilegio,
lampioni di strada
Sporgenze e anfratti
predestinati
all'aderenza,
i fuggitivi liberi
in un mare limpido
L' orgoglio differente
la tua "uguaglianza",
coscienza di te
il mio essere
Staticità compromessa
da mutamenti prospettici
oasi
Trasfigurato
in vivo delirio
l'attimo che in ogni cosa
scorre
In te mio scampolo
di attimi è pieno il bulbo
giorni di nuove linfe
Tuffàti
in una
amniotica
realtà
ricominciamo
da zero,
ogni cosa così com'è...
nuovamente
bambini
.........
Slegati passi
muti tracciati
i tuoi dai miei
biforcazione
Perduto il luogo
del ritmato respiro
ora in te solo memoria
il tuo sonno tale non era
in assenza del mio bisbiglio
Non un'orma
invisibile graffio
refrigerio la mente
al ricordo
Oggi come ieri
occhi fissi all'imbrunire
tempi di-amanti
in nuove vendemmie
Dalle linee curve
delle labbra
raccoglievo miele,
dolce sapore
rimasto in bocca
l'indomani
Eterni attimi
all'alba delle coscienze,
poi fuggiaschi
voltate le ali
tornammo solo col pensiero
Domani
almeno un giorno
di allora...
( ricordo di Tiziana )
.........
Radice che succhia
elabora e dispensa,
pietra angolare
scartata dai costruttori
Alchimia ermetica
plasma la materia
pungolando lo spirito
D'interno l'esterno,
sui curvi margini
fluido
è lo slancio al volo
Jazz: ironia di un
linguaggio "in"comprensibile
lkjwqefgvpjnqpiuerjejgireòjerjghblergljerglkj
qergjkqekjwreògjnòergnergòjnqergnqeroqero...
... e lontano dall'inganno
luce fiera la mente ...
Gestualità
di un animale
in cerca dell'antico rifugio
dove riposti sono i ricordi
di una ancestrale verità
.........
Sei sartie tese
fra materia
e spirito
Trauma vitale
Migrazione
Fucina emozionale
istinto onirico
Sensualità
e brivido
di una terra
di mezzo
Coscienza
d'essenza
come ebbrezza
d'assenzio
Solchi ironici
e metafisici sguardi
Un lampo
nell'ignoto
Sei misure
d'intero
fra margini
di vita terrena
........
Quattro ali
e una sola danza
di intimi fruscii
Poi più nulla
vuoto orizzonte
Nella tua
a s s e n z a
il mio volo eremita
traccia comunque
rotte istintive multiformi
Ma a palpebre chiuse
di me e di me solo
è il suono del respiro
che precede
l'abbandono notturno
s o l i t u d i n e
Poi improvvisamente
di nuovo fruscii
sguardi
virate complicità
odori carezze sogni baci
dolcezze violenze segreti
desideri
attese fughe sospiri paure vergogne
passioni
fantasie
bugie
verità
tensioni
voglie.......
( a mia Madre Maria )
.........
Stanze di strade
di foglie i tetti
impulso gitano
Nel differire
il tesoro dell'indole
Tinteggiature
concubine
fino al bianco di luce
3/4,
meridiano parallelo
all'alba africana
d'oltreoceano
........
I pensieri
si adagiano nell'ignoto
come i colori che oltrepassano
l'ultimo abbraccio di ciglia
Il tempo scorrevole
un'umana frazione,
il tempo statico
l'arcano intero
Un susseguirsi di grassi attimi
o magre sviste
a pupille occultate...
opzioni di vita
Sospesi e silenti
rotoliamo
illuminati di bianco
contemplando l'assenza
........
Gelida scorza,
la chioma
incolto giardino
"Ieri" nella bruma
l'astro un disco acceso
bocche rosse
superflui i lessici
Aliti visibili sbuffi
occhi agli occhi una retta,
due tratti di paltò
fra nuvole basse di collina
...fragranti...
...patiti...gustosi...
....madidi...caldi...bradi...
....curiosi...limpidi...ladri...vivi...legati..........
Falce lucente
il complice sorriso
appoggiato
alla linea del mio petto
miete il passato
Scompare poi
sopraffatto
da schiuse sonore
di umidi orli . . .
raccolgo frantumi
"Oggi" sogni e risvegli
passi sui passi
sovrapposti disegni
dispari tracciati che a ritmo
in un unico punto riposano
........
Sette passi
d'invalicabile
varcato
Arcana velina
il divenire dell'umano respiro,
sacre radici
cercano in cielo
l'abisso del cuore
Di lato seduto
osservo...
aspettando la sera
.........
Danza di cardini mutati
indefinibile fulcro
Uniti punti
ieri impossibili,
mani linee curve
"Certezze" all'angolo
opposto respiro
Svincolata
levitazione
Movimento
archeologo
nel gesto di oggi
fotogrammi d'infanzia
.........
La coscienza
un tonfo che incrina
l'umana scorza
dell' "IO"
Tutto nel tutto
il frenetico fuoco
lentamente torna
quiete universale
Vita anfibia
che scaglia la fisicità
a colpire lo spirito,
il frutto
un senso di eterno
..........
Vita,
eco di luce
adagiata
al crinale
di ogni volto
"Verità" provvisorie
come mosto in vino
attesa d'evoluzione
Estate
della mente
l'approdo
muti vocaboli consolatori
perduti nel trascorso
Volgendo il viso
è tramonto,
intuizione
e conferma
Estasi immobile
nell'ignoto svelato,
mutati orizzonti
Nel quarto di tempo "centrale",
di un intero
fra consecutivi interi,
di rondini e cicale
più dolce è il suono
Non più la solitudine
matrice d'eroismo
ma il calore nascosto
delle altrui esistenze
Lume perpendicolare
profugo il pensiero si scosta
dai consueti anfratti,
incogniti itinerari
..........
Nel recondito dell'intero
vive
celata
la sua origine
Fonte
minima
sintesi
"principio"
d'esistenza
Bagliore
mai scorso,
operosi uomini bui
rassettano sovrastrutture
Tutto già com'è
prima che fossimo,
oggi ancora tolleranza
per l'ignoranza dei "giusti"
Illusi di "Essere"
se manipoliamo
"Siamo" nella misura
in cui "osserviamo"
Attraversati da aliti
di nuove co-scienze
specchi
alla luce che sale
dietro la collina
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La parte più tersa di noi
vola alta nel silenzio
di valli sconfinate
mentre attaccati al terreno
soffochiamo in spazi angusti
qui ora c'è aria e luce
serenità e distanza
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